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di Gianluca Bifolchi

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giovedì, 08 maggio 2008

un crimine contro i diritti umani

[Ultimo intervento dell'ex presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, sulla crisi di Gaza. Spero che le parole che seguono servano a mitigare il disgusto di qualcuno per il discorso di oggi a Torino del presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Traduco dall'inglese - Gianluca Bifolchi]

Un crimine contro i diritti umani


Jimmy Carter, The Guardian, 8 Maggio 2008


Jimmy Carter

Il mondo sta assistendo a un terribile crimine contro i diritti umani a Gaza, dove un milione e mezzo di esseri umani sono stati imprigionati senza praticamente alcun accesso al mondo esterno. Un'intera popolazione sta subendo una brutale punizione.

Questo rozzo infierire sui Palestinesi di Gaza fu drammaticamente deciso da Israele, col sostegno degli Stati Uniti, dopo che i candidati politici che rappresentavano Hamas vinsero la maggioranza dei seggi nel parlamento dell'Autorità Palestinese nel 2006. Le elezioni furono unanimemente giudicate corrette da tutti gli osservatori internazionali.

Israele e gli Stati Uniti rifiutarono di accettare il diritto dei Palestinesi di formare un governo di unità nazionale con Hamas e Fatah, ed ora, dopo una lotta interna, Hamas controlla da sola Gaza. Quarantuno dei quarantatre candidati di Hamas eletti che vivevano nella West Bank sono stati imprigionati da Israele, più altri dieci che avevano assunto cariche durante la breve durata del governo di coalizione.

Qualunque cosa si pensi della lotta tra Fatah e Hamas nella Palestina occupata, dobbiamo ricordare che le sanzioni e le restrizioni alla fornitura di acqua, cibo, elettricità e carburante stanno creando grande sofferenza tra la gente innocente di Gaza, circa un milione di cui è fatto di rifugiati.

Le bombe e i missili israeliani periodicamente colpiscono l'area, causando un alto numero di vittime sia tra i militanti che tra donne e bambini innocenti. Prima dell'uccisione molto pubblicizzata la scorsa setimana di una donna e dei suoi quattro bambini, questa consuetudine era stata illustrata da un rapporto di B'Tselem, la principale organizzazione dei diritti umani di Israele, che ha riportato che 106 Palestinesi erano stati uccisi tra il 27 Febbraio e il 3 Marzo. Cinquantaquattro dei quali erano civili, e 25 avevano meno di 18 anni di età.

In un recente viaggio in Medio Oriente ho cercato di arrivare ad una migliore comprensione della crisi. Una delle mie visite fu a Sderot, una comunità di circa 20.000 abitanti nel sud d'Israele, frequentemente colpita da razzi sparati dai pressi di Gaza. Ho condannato questi attacchi come abominevoli atti di terrorismo, dato che negli ultimi anni hanno prodotto 13 vittime tra i non combattenti.

Successivamente mi sono incontrato con i leader di Hamas - una delegazione da Gaza e funzinari di alto livello di Damasco. Ho ripetuto la stessa condanna a loro, e li ho pressantemente invitati a dichiarare un cessate il fuoco unilaterale o ad orchestrare con Israele un accordo per mettere termine a tutte le azioni militari a Gaza e dintorni per un lungo periodo.

Hanno risposto che un simile modo di agire da parte loro in passato non era stato corrisposto dalla controparte, e mi hanno ricordato che Hamas aveva in precedenza insistito su un cessate il fuoco in tutta la Palestina, comprendendo Gaza e la West Bank, che Israele ha rifiutato. Hamas ha allora avanzato la pubblica proposta diun mutuo cessate il fuoco nella sola Gaza, ed anche questo è stato respinto da Israele.

Vi sono argomenti molto forti da entrambe le parti riguardanti le colpe per la mancanza di pace in TerRa Santa. Israele ha occupato e colonizzato la West Bank Palestinese, che è approssimativamente un quarto delle dimensioni della nazione d'Israele come è riconosciuta dalla comunità internazionale. Alcune fazioni religiose israeliane affermano di aver diritto alla terra su entrambe i lati del fiume Giordano, altri che i loro 20 insediamenti per un totale di circa 500.000 persone sono necessari per la "sicurezza".

Tutte le nazioni arabe si sono dette d'accordo a riconoscere in pieno Israele se accetterà le risoluzioni chiave emesse dalle Nazioni Unite. Hamas si è detta d'accordo ad accettare qualunque soluzione di pace negoziata tra Israele e il presidente della utorità palestinese, Mahmoud Abbas, se sarà approvata dal popolo palestinese attraverso un referendum.

Tutto ciò appare promettente, ma nonostante gli squilli di fanfara e le dichiarazioni di apertura fatte alla conferenza di pace lo scorso novembre ad Annapolis, il processo è andato indietro. Novemila nuove unità di abitazione sono state annunciate in Palestina; il numero dei blocchi stradali nella West Bank è aumentato; e lo stragolamento di Gaza è stato intensificato.

Un conto è rivolgersi agli USA per gli aspetti chiave del processo negoziale, altra cosa è che il mondo rimanga in silenzio mentre gente innocente viene trattata con crudeltà. E' ora che forti voci in Europa, negli USA, in Israele, e altrove si levino per condannare con forza la tragedia di diritti umani che si è abbattuta sul popolo palestinese.


Originale

postato da: LookingBackward alle ore 21:08 | link | commenti
categorie: palestina, israele, medio oriente

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