Il coincidere cronologico dei resoconti giornalistici sull'appassionata difesa da parte di Anna Finocchiaro dell'attuale presidente del Senato, Renato Schifani - accusato in tv da Marco Travaglio di collusioni con la mafia -, e della decisione del CSM di trasferire da Milano Clementina Forleo, rea di aver voluto vedere le cose troppo da vicino a casa di Piero Fassino quando era segretario dei DS, ai tempi delle scalate bancarie, era abbastanza suggestivo per scriverci su qualche parola. Ma mi sono fatto da solo un'obiezione, che quantomeno darà al discorso un'angolazione particolare.
Mi sono infatti detto: "Per una volta non potremmo prendercela con la destra e col governo, senza tirare in ballo la sinistra e l'opposizione? Non ho certo risparmiato strali a questi ultimi, di recente. Del resto, mi basta dare una scorsa a quotidiani come Libero e il Giornale per redermi conto della mole di volgarità, ignoranza, cinismo, razzismo, xenofobia, e nostalgia di orbace e manganello che quotidianamente riversano sui loro lettori per capire quale sia la vera cifra di questa destra, indiscutibilmente la peggiore d'Europa, e tra le più pericolose".
Ci ho pensato, ci ho ripensato, e ho deciso di ignorare l'obiezione, e continuare come se niente fosse prendendomela di nuovo con la sinistra.
Il fatto è che se ancora posso accettare che una persona voti per il partito della Finocchiaro in osservanza della tradizionale dialettica destra-sinistra, sia pure nella versione da saldi di fine stagione che c'è in Italia, mi è incomprensibile che si possa continuare a vedere in quel partito un argine al berlusconismo in quanto tale, e cioè ad una particolare espressione, tra le più degradanti, della destra europea. Il tempismo e l'energia del rimbrotto della Finocchiaro a Marco Travaglio e alla Rai, dietro la consueta invocazione del diritto al contraddittorio, che vale solo per Lorsignori, e rende futile la questione se collusione di mafia vi fu o meno, è solo l'ultima epifania della vecchia retorica dalemiana del "paese normale" che codificava il rifiuto di questa sinistra di prendere atto dell'anomalia profonda della destra italiana. Piuttosto questa sinistra si preoccuperà che Clementina Forleo abbia la lezione che si merita.
Ma vi è un'altra ragione per cui è sciocco fare sconti al PD. Io credo che la gente abbia una debole percezione di come l'usurpazione della funzione progressista nella nostra società, da parte di chi ha ridotto i valori progressisti a mera apparenza, finisca per svuotare la funzione progressista stessa e renderla inoperante. Finché una consistente potenza finanziaria e mediatica continuerà a creare le condizioni di consenso per questa sinistra - opponendosi alla destra più per ragioni di competizione di mercato, che per valori culturali e ideologici - le energie rinnovatrici latenti nel nostro paese verranno prima captate, e poi dissipate in schermaglie come quelle della Finocchiaro, che dovendo sparare a un bersaglio preferirà sempre prendersela con Marco Travaglio che con Renato Schifani. E non a dispetto di ciò che Travaglio dice, ma proprio per ciò che dice.
