Acthung Banditen

di Gianluca Bifolchi

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giovedì, 15 maggio 2008

la posta di achtung banditen

[Da un giovane (anzi giovanissimo, 19 anni... caspita!) lettore del blog ricevo la seguente interessante email.
Ometto i dati personali del mittente che, se crederà, potrà presentarsi da sé con un commento al post.
Comunque lo ringrazio perché mi ha permesso di compensare in modo più che dignitoso il blocco dello scrittore che mi affliggeva oggi.
Avverto che le prime frasi che appaiono sono la mia risposta, mentre l'email che ho ricevuto è il testo che segue alla mia firma - Gianluca Bifolchi]


Non conosco l'istituto di cui parli, ma leggendo la tua email la prima domanda che mi sono posto è se riceve fondi pubblici.
Se la risposta è si, come credo, penso che bisognerebbe pensare a queste persone come burocrati del parastato, piuttosto che come persone dedite a conservare e tramandare i valori della Resistenza. E in questo caso come vuoi che non accettino le mitologie del nuovo militarismo italiano, come la strage di Nassirya?
Due giorni fa ho visto in tv le immagini del raduno degli alpini a Bassano del Grappa. Credi che in un contesto del genere qualcuno ricorderebbe i crimini di guerra delle 'penne nere' durante l'occupazione della Yugoslavia?

Naturalmente i burocrati del parastato resistenziale non si mettono contro 'la Benemerità'.

Saluti e grazie per la segnalazione
Gianluca Bifolchi

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Da: XXX
Inviato: mercoledì 14 maggio 2008 22.29
A: XXX
Oggetto: a proposito di Resistenza - ISRAL

Ciao, sono L., ho 19 anni, ti (mi permetto di darti del tu perché mi viene più naturale) leggo abbastanza regolarmente, fine dei convenevoli.
Come da titolo, e da link

http://www.isral .it/web/web/storiedel900/luoghi_schede/tortona03_sansebastiano_fabbricacurone.pdf

mi sono permesso di pensare che ti potesse interessare (dato anche il nome del blog e ciò che scrivi) il fatto che all interno di un sito di un Istituto Storico della Resistenza, si classifichi un atto di resistenza quale "vile attentato terroristico" (vedi in fondo al pdf).Ho inviato loro questa mail (un po' buffa e retorica -troppo formale- non avevo mai inviato una mail "seria"), alla quale, come si vede dalla data, non si sono ancora degnati di rispondere dopo più di un mese .

Data: Fri, 11 Apr 2008 23:24:30 +0200 (CEST)
Da: XXX
Oggetto: Luoghi della Memoria - Il Tortonese e le sue valli, scheda n° 3
A: isral@isral.it

Alla gentile attenzione della Presidentessa, della Direttrice e dei responsabili dell’Istituto per la Storia della Resistenza in Provincia di Alessandria

Sono uno studente genovese al quinto anno di Liceo Scientifico, mi ritengo un appassionato alle vicende della Resistenza Italiana, in particolare per quanto riguarda l’Entroterra ligure, e i monti e le valli delle cosiddette Quattro Provincie ( Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza)

Di conseguenza, venire a conoscenza dell’esistenza di questo luogo virtuale mi ha reso curioso al punto che nello spazio di un paio di giorni presi visione di tutto il materiale contenuto all’interno del sito.

Vengo subito al dunque: come da titolo, nelle ultime righe della scheda n° 3 della sezione de “Il Tortonese e le sue valli”, in riferimento alla Guida ai Luoghi della Memoria, sono sobbalzato, quando, scorrendo l’elenco da voi riportato riguardante i vari cimeli raccolti al Tempio della Fraternità di Cella di Varzi, ho scoperto che al suo interno si trova “un mattone della base Maestrale della M.S.U. dei carabinieri di Nassiriya”.

Fin qui nulla di male; piuttosto, ciò che mi ha inquietato è il commento successivo, l’aggettivazione riferita ai fatti accaduti il 12 novembre del 2003: vile attentato terroristico.

Ma come, mi sono detto, proprio in questo luogo dove la Resistenza all’invasore ed all’infame alleato compatriota assume valore inalienabile, in questo luogo dove sono ricordate le centinaia di ragazzi che persero la vita esercitando questo supremo diritto?

Non erano forse gli stessi partigiani italiani ad utilizzare l’attentato come strumento di lotta?

Sono certo che siate già a conoscenza dell’episodio del Cinema Odeon di Genova (riservato ai soli tedeschi), quando una bomba posta dai Gap all’interno del locale provocò la morte di 5 soldati, e che costituì la causa scatenante dell’eccidio del Turchino.

Pur facendo le dovute proporzioni (diversi contesti bellici, diversi immaginari storici collettivi, diverse basi ideologiche… insomma, 60 anni dopo!), come è possibile che un Istituto storico che si occupa della Resistenza, liquidi con tale infamia un atto di resistenza nei confronti di un’occupante (ecco l’unico punto inequivocabilmente in comune: la presenza di un invasore)?

D’altra parte, non gioca a favore dei reparti dei Carabinieri presenti a Nassiriya il rinvenimento, documentato dalle fotografie comparse su “Chi” ed in seguito riportate da “L’Unità”, di una bandiera italiana con l’aggiunta di un drappo raffigurante l’aquila della Repubblica Sociale all’interno di una delle camerate squarciate dall’esplosione. Fatto che, come saprete, spinse l’ANPI a definire, a parer mio eufemisticamente, tale episodio come “increscioso”, e attivò un gruppo di parlamentari (in maggioranza DS) a presentare un’interrogazione all’allora Ministro della Difesa Martino.

Come se non bastassero le testimonianze riportate dagli alleati degli italiani, da quei soldati inglesi e americani di ritorno dall’Iraq, che ci parlano di violenze e abusi sulla popolazione civile, permettetemi l’impudenza di ricordarvi infine cosa ha significato, nell’ambito della “guerra al Terrore”, l’invasione dell’ Iraq da parte degli Stati Uniti, e alla quale ha partecipato, in seguito, pure l’Italia, per la popolazione autoctona: secondo lo studio l’inglese “The Lancet”, nei primi tre anni sono morte, per cause dirette o indirette, 650 mila persone, mentre per il “New England Journal of Medicine”, color che hanno perso la vita nei tra 2003 e 2006 per cause dirette sono 150 mila.

Non pretendo da parte vostra alcuna presa di posizione a favore della Resistenza irakena, ma mi sarei aspettato che il vostro Istituto mantenesse quantomeno una certa equidistanza fra le due fazioni.

Aggettivando l’attacco ai militari italiani, non assumete una posizione storica, come neppure patriottica e tantomeno solidaristica, bensì politica.

Fermo restando che la morte umana è sempre un dramma, e chi ama la vita non può che dispiacersi per un uomo che muore, speranzoso del fatto che il mio intervento possa in voi generare quantomeno il sentimento del dubbio e, presuntuosamente, che riesca a suscitare un dibattito interno sulla revisione del testo,

attendo risposta
Cordialmente

XXX

11-4-2008

Io ti segnalo il fatto spassionatamente, poi, se tu volessi farci un articolo -mi sembra un argomento molto atttuale- magari potrebbe sortire qualche effetto.

grazie, e scusa, per l'attenzione

ciao

postato da: LookingBackward alle ore 09:55 | link | commenti (1)
categorie: antifascismo

Commenti
#1   16 Maggio 2008 - 21:58
 
Oh belin t'ei mattu? come si dice dalle mie parti... questa proprio non me l'aspettavo (e ne approfitto per dire che non ho scritto la mail con la speranza recondita di essere pubblicato).
ti ringrazio, e spero davvero che qualcuno si degni, almeno, di rispondere.

Non ho la certezza che ricevano fondi pubblici dallo Stato ma

http://www.isral.it/web/web/amministrazione/convenzione.htm
queste sono le ''quote di partecipazione": Provincia di Alessandria, Comune e piccoli comuni vari

http://www.isral.it/web/web/amministrazione/entiaderentialconsorzio.htm
questi sono gli obiettivi

http://www.isral.it/web/web/amministrazione/regolamentidegliufficiedeiservizi.pdf
qua non fanno altro che accennare alla flessibilità nella gestione delle risorse umane e tutto sequela di boiate che accompagna certi discorsi

L.
utente anonimo

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