Achtung Banditen

Blog di vecchie e nuove resistenze
di Gianluca Bifolchi
domenica, 03 agosto 2008

Sondaggi: Rafael Correa è "sconcertato"

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa reagisce con sconcerto alla diffusione di un sondaggio che rivela l'antipatia del 66% dei Colombiani nei suoi confronti.

Dico "sconcerto" perché questo è il tono della sua reazione secondo il resoconto di stampa che ho letto. Non so se Correa sia davvero sconcertato. Per quanto giovane, è intelligente ed occupa una posizione di massimo prestigio, quindi è possibile che i suoi "sconcerti" siano un po' retorici, e che nel frattempo abbia sviluppato quell'inevitabile cinico realismo che si accompagna all'esperienza. Io di certo non sono "sconcertato" da quei dati.

"Qualcuno può spiegarmi che colpa ha il Presidente Rafael Correa, che colpa ha l'Ecuador, cosa abbiamo fatto per suscitare un tale rigetto in Colombia?", chiede Correa durante il suo programma settimanale trasmesso dalla TV pubblica.

L'Ecuador, dice Correa, "non è complice, e soprattutto non è la causa" del conflitto colombiano, ma al contrario ha sofferto per la serie interminabile di scontri che avvengono sulla sua frontiera. "Cosa abbiamo fatto? Vivere a fianco di un paese che si dissangua in una guerra civile. Che colpa abbiamo di questo?" "Abbiamo eccellenti relazioni con la Francia, il governo francese ci stima molto e riconosce i nostri sforzi per liberare Ingrid Betancourt, mentre non sono riconosciuti da certi vicini".

Prendiamo per un attimo sul serio l'ingenuità di Correa e proviamo a rispondergli, lasciando da un canto le considerazioni che pur si potrebbero fare sui sondaggi d'opinione in Colombia, e sullo strato sottile di opinione pubblica da cui si estraggono i campioni: i quattro milioni di desplazados, il 10% della popolazione, non ha probabilmente neanche un telefono per rispondere agli intervistatori. Ma ripeto, dimentichiamo questo per ora.

Nelle sue riflessioni si è mai chiesto, Rafael Correa, perché in Colombia le FARC sono anatema, anche se le violenze imputabili alla guerriglia sono una porzione insignificante rispetto a quello che fanno i paramilitari? E come può accadere che, tolte le FARC, i colombiani diano risposte nei sondaggi dalle quali diresti che vivano tutti nel più prospero e sonnolento cantone della Svizzera, e non in un paese disfatto dalla violenza, dalla corruzione, dagli intrecci tra politica ed economia formale da un lato e narcotraffico dall'altro?

Se Rafael Correa legge le notizie sull'Italia, ha provato a chiedersi come mai dai dati del professor Mannheimer, Silvio Berlusconi, stando alla guida di una nazione al limite della recessione economica, avendo approvato una legge per la sua impunità personale oltraggiosa, ed essendo il regista mediatico della frenesia xenofoba e securitaria che si è abbattuta sugli italiani, continui a crescere nei sondaggi?

Non si va da nessuna parte finché si continua a credere ai sondaggi come alla manifestazione della "volontà generale" nel concetto che ne aveva Rousseau, e non come l'indice di un disordinato ribollire di umori provenienti da gente disinformata e scarsamente critica: la cosiddetta "opinione pubblica", un'entità quanto mai manipolabile dato un certo livello di controllo sui media - combinato in Colombia con un notevole potere intimidatorio per le connessioni dello stato con il paramilitarismo e con il controllo su forze di sicurezza (polizia ed esercito) principalmente volte alla repressione interna.

Ma Rafael Correa, che tutt'ora rifiuta di riannodare relazioni diplomatiche con la Colombia per via del comportamento banditesco del suo governo a livello internazionale, pretenderebbe di essere un'eccezione. All'interno del sistema di potere parafascista che è il regime di Alvaro Uribe pretenderebbe di riscuotere - e di vedersi riconosciuto - lo stesso lusinghiero apprezzamento che registra tra i suoi concittadini in Ecuador. Non vede che un simile dato non sarebbe compatibile con l'elevata popolarità di Uribe? Non capisce che per esigenze di coerenza cognitiva il Colombiano medio che è arrivato a credere o a convincersi che Uribe è un grand'uomo non può che guardare a Correa come a un poco di buono, trattandosi di figure antitetiche?

Se lo "sconcerto" di Correa è autentico - e non una posa per sottolineare concetti ovvi a beneficio dei suoi concittadini - io lo trovo pericolosamente privo di lucidità e realismo politico.

postato da LookingBackward alle ore 18:06 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: america latina, farc, ecuador, colombia, correa, uribe



Commenti
#1   27 Agosto 2008 - 16:23
 
...non so bene chi abbia scritto questo articolo, comunque concordo per su quanto dice sui sondaggi....questi lasciano il tempo che trovano.
Non comparto l'idea del parafascismo ect..ect...
saro breve...quando arrivai in Italia il 6 Settembre 1980 (porto d'entrata Milano) avevo solo 7 anni...oggi ne ho 36 e sono ritornato in Colombia da tre.
Cosa dirti! io ho ascoltato i racconti di tuti quei vecchietti soppravissuti all seconda guerra mondiale...ora perche anche tu "reporter" non fai lo stesso, vieni a vivere qui anche soltanto cinque anni e fai lo stesso che fecci io con quei vecchietti...dopo riprova a riscrivere il tuo pensiero...mi domando se ripenserai lo stesso o se continuerai a crdere che noi Colombiani abbiamo appena scoperto il fuoco?
utente anonimo

#2   27 Agosto 2008 - 17:57
 
/Cosa dirti! io ho ascoltato i racconti di tuti quei vecchietti soppravissuti all seconda guerra mondiale...ora perche anche tu "reporter" non fai lo stesso, vieni a vivere qui anche soltanto cinque anni e fai lo stesso che fecci io con quei vecchietti...dopo riprova a riscrivere il tuo pensiero...mi domando se ripenserai lo stesso o se continuerai a crdere che noi Colombiani abbiamo appena scoperto il fuoco?/

Francamente voi colombiani che lasciate commenti nei blog stranieri mi avete seccato. Dite sempre le stesse cose, le stesse banalissime cose. Gli stranieri non hanno il diritto di scrivere sulla Colombia "perché non sanno come stanno veraramente le cose", voi del resto fate commenti così vuoti di contenuto da fare dubitare se, al di là del fatto che vivete in Colombia, leggete anche un solo quotidiano al giorno. Mai una statistica, mai un riferimento a un documento ufficiale, mai niente che assomigli a un riferimento storico, o a un'analisi economica, per quanto modesta. Degni concittadini di Alvaro Uribe!
Perché mai il fatto di vivere in Colombia conferirebbe un'autorevolezza particolare, quando si è capaci di dire solo cose banali? Armati di argomenti reali se vuoi essere preso sul serio la prossima volta.

GB
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LookingBackward

Commenti

Chi sono

Blogger: LookingBackward

Le traduzioni pubblicate sul blog sono a disposizione di chiunque voglia ripubblicarle altrove, a patto di riportare nome del traduttore e link. Gli eventuali commenti aggiunti da Gianluca Bifolchi possono essere omessi.

Per contatti


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


________________
Libertà per Muntather al-Zaidi

firma la petizione

________________

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte